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  • Ananda

GONFIORE ADDOMINALE


Effetto mongolfiera? Interveniamo con i rimedi offerti dalla natura: carbone vegetale e semi di finocchio in primis, ma non solo.

Tensione addominale, eruttazioni, borborigmi (spiacevoli rumori provenienti dalla pancia) e flautolenza rappresentano talvolta piccoli indizi che potrebbero far pensare ad una problematica gastrointestinale nota come “aerofagia patologica”. Iniziamo inquadrando il problema.

Quali sono le cause?

L’aerofagia, in condizioni normali, rappresenta un evento del tutto fisiologico, conseguente alla deglutizione della saliva e all’introduzione di cibi e bevande: basti pensare che ben il 70% dell’aria presente nell’intestino proviene dalla deglutizione.

Ma in alcuni soggetti, quelli che parlano in modo concitato mentre mangiano o deglutiscono velocemente senza masticare in modo adeguato, può verificarsi che la quantità di aria ingerita sia eccessiva e conduca inevitabilmente ad un carattere patologico dell’aerofagia.

Contribuiscono alla genesi dell’aerofagia anche problemi tipicamente gastrici, come l’ulcera e la gastrite, o intestinali, che si esprimono attraverso flautolenza e meteorismo. Da non dimenticare, poi, che anche l’ansia può aggravare il problema.

Il carbone vegetale

Per eliminare l’eccesso di aria uno dei rimedi naturali più semplici ed efficaci per le sue capacità adsorbenti resta sicuramente il carbone vegetale; si tratta di una polvere finissima ed estremamente porosa ottenuta dalla polverizzazione, dopo adeguato trattamento (pirolisi), del legno di betulla alba ed altri legnami appartenenti ai generi Salix, Populus e Tilia. La polvere si comporta come una “spugna rigida”, porosa, fragile e leggera.

Intrappola l’aria (ma attenti ai farmaci)

Come integratore per uso interno il carbone vegetale attivato si usa come coadiuvante nel trattamento di aerofagia, coliti, fermentazioni intestinali e gastriti (ma anche negli avvelenamenti; assorbe le sostanze tossiche e le elimina). Deve la sua efficacia alle minuscole particelle di cui è composto che trattengono l’aria che si sviluppa a livello gastrico e a livello intestinale, in seguito ad un’ anomala fermentazione dei cibi.

Inoltre è anche in grado d’intervenire favorevolmente su acidità e bruciori gastrici, diarrea e disturbi digestivi. Unica raccomandazione è non assumerlo insieme ad altri farmaci, dei quali potrebbe alterare l’assorbimento e ridurre l’efficacia. Particolare attenzione nel caso di utilizzo di contracettivi orali: l’assunzione della polvere deve avvenire 1-2 ore dopo e/o almeno 12 ore prima dell’assunzione del contraccettivo.

Come utilizzarlo

Reperibile in commercio in capsule o tavolette, il carbone vegetale si può assumere rispettando il dosaggio indicato dall’azienda produttrice, che difficilmente è inferiore alle 4-6 unità al giorno, lontano dai pasti.

Insieme a carciofo e genziana

All’efficacia del carbone vegetale, si affianca quella di piante indicate per favorire lo svuotamento dello stomaco, utili soprattutto in presenza di difficoltà digestive.

Come utilizzarle

Carciofo in tintura madre alla dose di 90gtt in poca acqua 2 volte al giorno dopo i pasti principali. Genziana in tintura madre, 40gtt in poca acqua, 2 volte al giorno 15 , minuti prima dei pasti.

Calmare lo stomaco

Se l’aerofagia si accompagna a problemi gastrici, con bruciore e dolore, interveniamo con piante ad attività protettiva e antinfiammatoria sulla mucosa dello stomaco. Camomilla, liquirizia, malva e altea rappresentano solo alcuni esempi noti per la loro efficacia antinfiammatoria.

Nella malva e nell’altea, ma anche nella piantaggine, sono invece presenti principi attivi dall’azione filmogena e protettiva come le mucillagini che creano un velo protettivo sulla mucosa consentendole di ritrovare più rapidamente integrità e funzionalità.

Come utilizzarle

Malva, altea, camomilla e piantaggine si possono utilizzare in compresse e capsule, oppure come infuso.

Finocchio, il Re dei blocca-gas

Tra le principali piante ad azione carminativa vanno citate la camomilla, la menta piperita, l’angelica e la melissa, alle quali si possono aggiungere alcune spezie considerate carminative in senso stretto, quali il finocchio, l’anice e il cumino.

Particolarmente noto tra i carminativi è il finocchio; i suoi semi sono in realtà i frutti di una pianta erbacea tipica delle zone mediterranee ricchi di un olio essenziale capace di favorire la digestione e rilassare la muscolatura della parete gastrointestinale. E’ opportuno ricordare che l’uso dei semi di finocchio è sconsigliato in gravidanza e che, per il suo contenuto di olio essenziale, può provocare in soggetti allergici reazioni a carico della pelle o delle vie respiratorie, in special modo nei bambini.

Come utilizzarlo

La forma d’uso più classica è l’infuso di finocchio, da preparare alla dose di 1-2 cucchiaini da tè di semi per una tazza d’acqua bollente (circa 150ml) importante è schiacciare leggermente i semi al momento dell’uso affinchè l’olio essenziale possa passare con maggior facilità nell’acqua, coprendo poi la tazza per evitare la dispersione dei principali volatili. Dopo infusione di 5-10 minuti si filtra e se ne consuma 1 tazza dopo i pasti per 2-3 volte al giorno.

Per chi è alla ricerca di una soluzione più pratica, l’estratto secco in capsule costituisce un ottima alternativa; la dose è di circa 4-6 capsule al dì, da assumere lontano dai pasti (almeno 1 ora prima o 2 ore dopo).


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